La Briscola in cinque

Marco Malvaldi

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…a mio nonno…

Noir, giallo, ambientato nella verde Pineta, ridente località balneare nella smeraldo costa Livornese… Insomma una arcobaleno di pagine che ci raccontano le improbabili indagini di un omicidio da parte di un gruppetto di arzilli vecchietti e del proprietario del bar, BarLume, dove questi si trovano ogni giorno per la solita Briscola in Cinque.
Tra Boia dé ed esilaranti manifestazioni in dialetto toscano “la sua ex moglie, quella maiala”, questo libro scorre veloce…

Pilade aveva ragione: il.brainstorming di vecchiette era così temibile che nessuno sarebbe sfuggito, in quei giorni, alle elucubrazioni nate da sedicenti Miss Marple rintanate in casa a telefonare a tutti quelli che conoscevano.

Ergo, da un nome all’altro tu ti sentì un nell’elmo di vichingo in testa, con tanto di corna misura icsicselle e il tuo futuro angelo del focolare si trasforma in una femmina di serpente o di maiale o una combinazione di.

Questo libro mi ha accompagnata a Praga per due motivi:
1 tascabile piccolo leggero e flessibile da portare comodamente in valigia (ed ora al mare)
2 mi ricordava casa, la Toscana, il mare, il sole, gli amici e le partite a carte con mio nonno…

Voto libro 8

Da portare sotto l’ombrellone nella mia amara Versilia!!! Per una volta lasciamo a casa gli autori americani e facciamoci accompagnare da autori Italiani!!!

See you soon

Pesadelos Desaparecem

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La musica ci accompagna sempre nella nostra vita ogni momento (bello o brutto) ci torna in mente quando ascoltiamo quel motivo… penso alle hit dell’estate al mare alle feste a quel ragazzo conosciuto in discoteca (albatros)… penso al primo amore, e a tutti quelli che lo seguiranno ed ognuno avvrà una colonna sonora diversa (quella tua maglietta fina…)

A seconda degli stati d’animo, delle sensazioni, del tempo la musica cambia si fa più dolce più intensa, più ritmata piu malinconica… E’ come una tempesta prima il lampo che ci avverte poi il tuono comincia a ritamre una pioggia forte ed incessante.. ma poi tutto passa e rimane quel battito leggere della pioggerella e tutto finisce con un bel ARCOBALENO…

Come un ragazzo sul suo letto una chitarra e la sua canzone, la passione la voce il ritmo lo sguardo la malinconia la pelle d’oca e gli incubi scompaiono … pesadelos desaparecem…

Non dimenticare di abbracciarmi

autrice Martina Varriale

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Buongiornoooooo

ieri giornata di riflessioni, pensieri e paranoie… ed in un momento di immensa malinconia eccolo questo libricino che ho divorato letteralmente in 1 ora…

Gli abbracci ti salvano. Mettono a posto ogni cosa, ogni problema, ogni conflitto. Possono sconfiggere l’odio, il male, la distanza.

E’ vero spesso gli abbracci delle persone che ci vogliono bene riescono a riempirci il cuore. Ci scaldano ci avvolgono ci fanno sentire protetti al sicuro.

#Solopensieripositividopounabbraccio

Si tratta di un’autobiografia fin troppo sincera di Martina, e la sua vita è scandita in tre momenti principali.

Il primo è l’infanzia, il conflitto con il padre, la dedizione verso la madre e l’infinito amore nei confronti della sorella.

I libri grandi li legge chi ha voglia di studiare. Diceva (suo padre)

I libri li legge chi vuol scappare dal mondo reale. Gli rispondevo

Leggere è poter vivere un’altra vita, vivere in altre città conoscere gente diversa culture diverse; poter sentire profumi, odori, umori e sensazioni e farli miei… piangere, ridere, soffrire… Usare l’immaginazione è la cosa più bella…

#ioleggoperché

Riesci mai a sentirti sola tra la gente?

Io dipende…

La seconda l’amore lontano….

1 km, 2 km, 3 km….500 km zero distanza

La distanza tra due persone non va intesa come distanza fisica, ma mentale. A volte ci si trova a dormire nello stesso letto ed essere dall’altra parte del mondo…

#distanzechesembranoincolmabili

Tre la separazione

Le assenze le senti più delle presenze. Ci pensi mai a come sarebbe stato se non ci fosse stato il mare a dividerci? Se a colmare quei silenzi al telefono ci fossero stati dei baci? Ma soprattutto, quando ti senti solo, ci pensi mai a me?

Quanti se, ma, forse… c’est la vie… va così per la sua strada, noi possiamo indirizzarla, ma per ogni strada intrapresa bisonga essere consapevoli che non se ne è percorsa un’altra…forse peggiore, forse migliore, ma è così. Averne la consapevolezza senza rimpianti è fondamentale.

Perdere è da perdenti.

(anche perderTi è da perdenti?)

Io perdo. Perdo tutto, i treni, le chiavi di casa, gli accendini, le schedine, l’amore, le persone.. a volte anche me stessa. Non vinco mai, il mio problema è che mi arrendo non ci riprovo neanche. Aspetto che si aggiusti tutto col tempo, ma il tempo quello si perde anche lui. Cura solo le ferite e le mie ormai erano incurabili quindi…perdo…

Io odio perdere, ho sempre il controllo su tutto, sono sempre in anticipo, ma purtroppo è che spesso ho la tremenda sensazione di perdere tempo…

#ioodioperdere #autocontrolloamanetta

Parla poi della Paura… la Paura, l’amica mia più grande… si alza con me, fa colazione con me, si prepara per uscire bella fiera molo più di me, ed io ne divento la sua ombra… già perchè?

Oggi nessuno ha il coraggio di lottare fortemente per un amore. Oggi le persone preferiscono arrendersi anzichè combattere e sanguinare per una buona causa. Dicono d’aver semplicemente paura, io invece li chiamo semplicemente codardi.

Siamo tutti a modo nostro dei codardi… Si perchè bisogna crescere, imparare dai nostri errori, rialzarsi dopo una caduta, e camminare a testa alta, fieri di quello che si ha… Vorrei imparare, vorrei fare come lei…

Ho imparato a capire chi è sincero. A guardare negli occhi una persona senza abbassare lo sguardo. A camminare in strada e guardare solo avanti. Ho imparato a perdonare il passato e poi cancellarlo. A pensare che lui non fosse quello giusto per me e farmene una ragione. Che neanche la vera amicizia è per sempre. A far a meno di chi fa a meno di me. Ho imparato a perdonare me stessa per ogni mancanza. A dire ce la posso fare e a convivere con le mie paure. A dire non importa… A restare sola, perché alla fine ti resti solo tu. Che non è colpa mia se le persone vanno via, non è mai sbagliato essere se stessi.

Mancanza non è solo una parola. Mancanza è star male quando alla radio passano la vostra canzone, mancanza è leggere vecchie conversazioni e farti scappare una lacrima. Mancanza è vederlo in ogni persona, in ogni sguardo, in ogni gesto. E’ volerlo abbracciare, ma non poterlo fare. E’ aver bisogno di quella persona ogni giorno.

La frase che più mi ha colpito è stata questa, forse perché io per prima sono scappata troppe volte, ed ogni volta scappavo da me, ma non si può. La sera ti trovi a fare i conti con te stessa e per te stessa…

Non pui scappare da chi ti porti dentro.

#maiscapparedanoistessi

A volte si ha solo bisogno di andar via, di scappare da tutto ciò che ci fa male. Poi però ci accorgiamo che le ferite ce le portiamo dietro ovunque andiamo, non c’è modo di farle sparire competamente.

Perchè troppo spesso scappiamo, da un luogo, un ricordo, una persona… ma spesso non capiamo che anche se andiamo dall’altra parte del mondo, in realtà la causa ce la portiamo dentro.

Abbiamo sempre qualcuno per cui lottare. Tipo noi… Smettetela di trovare una qualsiasi ragione per andare avanti, la nostra vita è gia qualcosa per cui vale la pena vivere.

Quindi cerchiamo di non scappare da noi stessi, di convivere con le nostre paure senza farci sopraffare da loro, di portare rispetto per la nostra vita e cercare ogni giorno di fare qualcosa che ci renda migliori..

E pensare che bisogna essere prima infelici per capire cosa sia la felicità.

Voto libro 10 e lode

Forse è il periodo, forse Praga, forse questo stato di malessere che ho dentro questa situazione insostenibile che devo completamente rovesciare, ma questo libro mi è piaciuto tantissimo. Lo consiglio per una lettura veloce poco impegnativa, ma che da molti spunti di riflessione.

See you soon

Il Ponte Carlo

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Ma voi lo sapete che il Ponte Carlo (Charles Bridge) di Praga è costruito con uova e ricotta???

E’ solo una leggenda delle tante… o forse no…

Molto tempo fa, prima che il primo ponte attraverso la Moldava venisse costruito, i carri attraversavano il fiume su alcuni guadi (come succede tutt’ora nel mio comune Mulazzo, ma questa è un’altra storia).

Nel 1158 venne costruito il primo ponte in pietra: con una lunghezza di 150 metri era il ponte più lungo dell’europa centrale e gli venne dato il nome di ponte Giuditta in onore della moglie del re Vladislao II.

Durante la grande innondazione del 1342 il ponte venne distrutto con conseguenze disastrose per il commercio di Praga. A proposito ma voi lo sapete che a Praga ci sono state diverse inondazioni alcune davvero devastanti?

Il 9 luglio alle ore 5 e 31 minuti il re Carlo IV posò la prima pietra e ne affidò la costruzione a Petr Parler, il quale per rendere il ponte un’opera grandiosa, ma anche stabile, decise di aggiungere vino e uova crude alla malta. Si ragazzi non si tratta di una ricetta culinaria, bensì della malga per costruire il ponte!!!! In tutta Praga però non c’erano uova a sufficienza, così per ordine del re ne furono portate da tutta la Boemia… Ma a Velvary, temendo che le uova si sarebbero rotte durante il tragitto, portarono uova sode mentre a Unhost gli abitanti mandarono non solo uova, ma anche latte ricotta e formaggi, pensavano d dover fare un bel banchetto…

Così il Ponte Carlo è probabilemente l’unico ponte al mondo ad essere stato costruito non solo con la pietra, ma anche con il vino delle vigne praghesi, con le uova boeme e con ricotta e formaggio di Unhost, insomma tutti hanno partecipato in qualche modo alla sua costruzione..

Leggende, dicerie, storie tramandate nel tempo… ma forse in fondo non è proprio tutto finzione.. si dice che la leggenda sia realtà poiche veramente gusci d’uovo sono stati ritrovati all’interno del ponte…
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Bene ragazzi questo articolo potrei definirlo: Stranezze dal Mondo. Io amo le leggende e voi ci credete almeno un pochino?

Cosa ne pensate?

Ovviamente vi scrivo sempre dal mio soggiorno Praghese per cui non esitate a contattarmi se siete nei paraggi 😉

see you soon

La fondazione di Praga

Praga città magica
Praga città magica

La leggenda narra che in un pomeriggio di un giorno d’estate, mentre il sole stava tramontando, la principessa Libuse fece qualche passo fino all’estremità delle mura di Vysehrad, protese le mani verso le colline boschive verso la riva opposta della Moldava, e cominciò a Predire:

Vedo una grande e bella città, la cui fama arriverà fino alle stelle.

Lì nel bosco c’è un luogo dove troverete un uomo che sta scolpendo la soglia della sua casa.

Li farete costruire un solido castello e lo chiamerete Praha.*

Il giorno seguente i messaggeri andarono nel luogo predetto e trovarono davvero un uomo che stava scolpendo la soglia della sua casa,e vi costruirono un castello.Ancora oggi, davanti alla bellezza della città che porta il suo nome, si inchinano le persone di tutto il mondo.

*soglia in ceco: prah da qui il nome Praha in italiano Praga

Che bellissima storia… Praga è piena di leggende ed antiche tradizioni… davvero fantastica. E’ una città tutta da scoprire e riscoprire, quando si cammina per le sue vie non si sa da che parte guardare… strade, palazzi, monumenti, ornamenti, decori… I turisti rimangono affascinati da questa meravigliosa Città…

E voi siete mai stati a Praga?

Se volete venire ed avere qualche consiglio sarei ben lieta di potervelo dare… Io starò qui fino al 5 giugno!!! Venitemi a trovare…

see you soon

77 Leggende praghesi

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Paese che vai… leggende che trovi…
Sono a Praga da oramai 3 settimane e su consiglio di Davide, gentilissima guida di Ombrelli Bianchi, ho fatto il mio primo acquisto. Questo bel libro di leggende…
Praga è una città bellissima, non manca niente in particolare delitti tradimenti e fantastiche leggende…
Questo libro ne contiene ben 77 e leggerle mentre girovago per le sue vie è davvero affascinante.
Ho così deciso di raccontarci alcune di esse, le più stravaganti e curiose, nei prossimi post.
Ovviamente non do un voto, ma l’ho trovato molto curioso e perciò ne è valsa la pena.

HAPPY EASTER
see you soon

Sostiene Pereira

Antonio Tabucchi

Un Pub, una birra, un amico e le 3 di notte… C’è chi balla, chi corteggia e ci siamo noi con mille paranoie (pippe), che ci creiamo problemi anche quando non ci sono.

Un po’ come per i necrologi funebri che si preparano prima che un personaggio famoso muoia… e da questa frase il mio amico (un intellettuale ;)) mi suggerisce la lettura di questo libro…

Sarebbe facile descriverlo come tutti un romanzo storico ed uno dei testi più importanti della letteratura contemporanea, inneggiandone l’impegno sociale… io invece voglio parlarne a modo mio, estrapolando alcune frasi che mi hanno colpito o in qualche modo fatto riflettere.

Quel bel giorno d’estate, con l brezza atlantica che accarezzava le cime degli alberi e il sole che splendeva, e con una città che scintillava letteralmente scintillava sotto la sua finestra, e un azzurro, un azzurro mai visto, sostiene Pereira, di un nitore che quasi feriva gli occhi, lui si mise a pensare alla morte.

Ha vissuto in Portogallo come uno straniero forse perché era straniero dappertutto.

In questo momento mi sento proprio così straniera anche a casa mia, nel mio corpo.

Se vuole diventare un buon critico deve raffinare i suoi gusti, deve coltivarsi, deve imparare a conoscere i vini, i cibi, il mondo.

Imparare conoscere viaggiare scoprire non fermarmi mai è quello che vorrei…

L’evento è un avvenimento concreto che si verifica nella nostra vita e che sconvolge o che turba le nostre convinzioni e il nostro equilibrio, insomma l’evento è un fatto che si produce nella vita reale e ch influisce sulla vita psichica, lei dovrebbe riflettere se nella sua vita c’è stato un evento.

Che cosa è un evento? Il destino lo creiamo noi oppure è un disegno già finito? Il fato? Il caso? E’ un periodo che mi interrogo sul Destino… ogni volta che inizio a leggere un libro eccolo lui il DESTINO che riappare…

La smetta di frequentare il passato, cerchi di frequentare il futuro.

A volte ci aggrappiamo così fortemente al passato che al nostro destino non riusciamo ad andargli incontro… ma noi viviamo per il futuro imparando dal passato.

Forse nell’imperscrutabile trama degli eventi che gli dei ci concedono, tutto ciò ha un significato.

C’è un perché a tutto??? Ma… io non lo so… forse..

Bel romanzo che mi ha accompagnato in questo febbraio 2015 mese di grandi cambiamenti e speranze per il futuro, con tutta la voglia di andare incontro al mio destino a braccia aperte.

VOTO LIBRO 8

A vo è piaciuto? Cosa ne pensate?

SEE YOU SOON

La forza del destino

Un Romanzo di Marco Vichi

Ultimo Romanzo che narra le vicende del Commissario Bordelli.
Siamo nella Firenze del 1967, l’alluvione sembra solo un pallido ricordo e la città riprende il suo solito movimento… Ma il commissario tormentato dall’omicidio di un ragazzino decide di lasciare la città, di lasciare il suo lavoro ed andare a trovar pace nella campagna circostante.

La solitudine e il silenzio della campagna invitavano a rimuginare su ogni cosa e a coltivare la malinconia.

Una parola ricorrente in questo episodio è di sicuro la MALINCONIA

Se lei fosse il personaggio di un romanzo, in questo momento ci sarebbe scritto…la malinconia si dipinse sul suo volto.

Quando accade spesso quando si ha molto tempo per se stessi, quando ci si interroga…
L’altro punto cruciale del Romanzo è sicuramente il DESTINO…

Pensare di essere guidato dal destino era solo una stupida e pericolosa illusione? In effetti non aveva mai creduto al destino, adesso invece…

Il destino, il fato, semplici coincidenze aiuteranno il nostro commissario a sistemare i suoi turbamenti e ritrovare pian piano un po di serenità…

A governare la vita era l’illusione, era lei ad avanzare a tentoni verso il futuro: quello che avevi oggi credevi di averlo anche domani, anche se nessuna divinità te lo aveva promesso.
Godersi i sogni ed essere preparati alla delusione, era cosi che si doveva fare

Che dire io amo la scrittura semplice di Marco Vichi, ma al contempo efficace. Le vicende del commissario Bordelli unite ai personaggi un po surreali quanto veritieri tiene il lettore incollato al libro. L’ho letteralmente divorato in meno di una settimana, lo trovo un noir piacevole.

Voto 8,5

Con consigliatissimo

Bordelli

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Nuova lettura del 2015!!!
Un nuova indagine del commissario Bordelli, noir di Marco Vichi che oramai ADORO! Infatti ho già divorato tutti i suoi precedenti Romanzi.
A fare da sfondo alle avventure del nostro commissario troviamo una Bellissima Firenze del dopoguerra. Sono anni di cambiamenti, di esodo verso la città in cerca di una nuova vita.
Avete mai letto un Romanzo di Marco Vichi? Cosa ne pensate?

See you soon

Liberi noi

Parigi 7 gennaio 2015

ATTACCO ARMATO ALLA SEDE CHARLIE HEBDO

ATTACCO ARMATO ALLA LIBERTA DI ESPRESSIONE

Oggi è  il 13 gennaio e mi sono presa un po di tempo prima di esprimere il mio pensiero.

Ogni fatto di cronaca nera aumenta la sfiducia in questo mondo Storto.

Ho deciso di non esprimere un giudizio universale, ma di dare piena solidarietà alle vittime e alle loro famiglie.

In questi giorni sto leggendo Gente di Dublino di Joyce e nella prefazione di Daniele Benati leggo…

Da un lato non è possibile esimersi dal constatare la difficoltà  che  in genere i grandi libri incontrano nell’oltrepassare la barriera ediroriale che li divide dal pubblico.

Nel caso di Gente di Dublino di Joyce per oltre dieci anni tenne all’erta i doganieri  di Gran Bretagna e Stati Uniti, paesi in cui ne era vietata la pubblicazione e la vendita, quasi si trattasse di una pericolosamerce di contrabbando.

Ebbene limitazioni alla libertà di espressione ce ne sono sempre state, e nei confronti di molti… Credo che ognuno di noi ha il diritto a potersi esprimere, ma senza dimenticare il rispetto per gli altri.

IO SONO NATASKA

see you soon