Per dieci minuti

Chiara Gamberale

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In ogni essere umano esistono facoltà latenti attraverso le quali egli può giungere alla consapevolezza del mondo. Rudolf Steiner

Questo libro è stato nella mia lista dei desideri per molto tempo… Non so cosa non mi convinceva, forse il fatto che sia strutturato come un diario.
Settimana scorsa decido di leggere tre libri che avrebbe scelto per me un altra persona. È un po come entrare nel suo mondo, capire chi è e cosa le piace. Il primo libro che mi porta è proprio questo.

Siamo diversi, appunto. Molto diversi tra noi. Leggiamo per noia, per curiosità per scappare dalla vita che facciamo, per guardarla in faccia, per sapere, per dimenticare, per addomesticare i mostri fra la testa e il cuore, per liberarli.

Scritto in prima persona, Chiara viene da una situazione difficile: lasciata dal marito in una casa mai sentita sua.
La sua terapista in una delle sue sedute le propone un gioco.

Per un mese, a partire da subito, per dieci minuti al giorno, faccia una cosa che non ha mai fatto.

Chiara non avendo nulla da perdere accetta. Così si ritrova con le unghie fucsia, a cucinare pancake, a fare il punto croce, a seminare lattuga e peperoncino….
Libro toccante, occasione di riflessione: a volte siamo così preso da rinchiudervi nel nostro guscio perdendo la possibilità di provare nuove esperienze. Forse paura, forse apatia… Alcune non faranno per noi, ma altre potrebbero essere piacevoli sorprese. Perché nella vita c è molto di più.

E pensò a quello che ho vissuto, a quello che vivrò a quello che sto vivendo adesso. Perché nelle infinite semplificazioni con cui crediamo di metterci in salvo e dentro cui invece ci perdiamo, c è una cosa, una soltanto, che non può venirci dietro, che non possiamo ingannare.
Questa cose è il tempo.
Che è qualcosa di pochissimo se siamo felici.
È qualcosa di tantissimo se siamo disperati.
Comunque sta li.
Con una lunga,  estenuante, miracolosa serie di 10 minuti a disposizione. Abbiamo l occasione di farci quello che ci pare, con la maggior parte di quei 10 minuti.

Voto 9
Libro da mare e da amare. Ma voi cosa ne pensate? L avete letto???

See you soon

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Il gioco delle tre carte

Marco Malvaldi

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Dopo aver letto La Briscola in Cinque ed aver scoperto che fa parte di una trilogia, la Trilogia del BarLume, ho deciso di proseguire ed acquistare il secondo libro.
Ritrovo con gran piacere Ampelio, Pilade, Del Tacca del comune, il Rimediotti ed i barristi Tiziana e Massimo. Come nel primo volume questa strano gruppetto si ritrova ad “investigare” su un omicidio…
La storia in se per se non mi ha entusiasmato, ma ciò che mi coinvolge e mi prende di questo Giallo all’italiana è in contesto, troppo spesso dimenticato, e le tipiche espressioni toscane.

Amante della musica barocca, della letteratura classica e delle donne che respirano.

Boia Ofelia, complimenti è veramente un bel maschio.

Guarda, Romualdo, che è una femmina.

Davvero? – E Romualdo si era chinato di nuovo sulla culla, incredulo. Boia, povera bimba.

Tascabile, scorre veloce, si legge tutto di un fiato. Consigliato sotto l’ombrellone su di una spiaggia Toscana….

Voto 6

E voi cari lettori cosa ne pensate?

See you soon

IL TITOLO

Trovare il giusto titolo per un libro è fondamentale quanto la sua trama, quanto il nome per un bambino ne segnerà la vita (e lo dice una che si chiama Nataska).
Nella mia wish list di luglio ho individuato tre libri dei quali il titolo mi ha colpito particolarmente!

La principessa che credeva nelle favole. Marcia Grad Powers. Principessa e favola già bastano al mio animo romantico per innamorarmi, anche se credeva…. E non crede…

Campari a colazione.  Sara Crowe. Questo mi fa sorridere rievocando nella mia mente aperitivi brillanti con le mie amiche più care.

La mantide religiosa. Paolo Mosca. Questo infine mi colpisce come donna troppo spesso intrappolata nelle leggi della natura.

Voi cosa ne pensate di questi romanzi? Li avete letti? Ma soprattutto quali sono i titoli più strani che vi hanno indotto a comprare un libro?

Con questo articolo vorrei iniziare la macchina a prima rubrica settimanale che uscirà ogni venerdì nel quale propongo almeno un titolo che mi ha colpito e perché… Cosa ne pensate? Aiutatemi in questa difficile selezione.

See you soon

Trent’anni… e li dimostro

A chi sa riconoscere l’amore ovunque si trovi.

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Amabile Giusti
Romanzo

Eccolo l’acquisto di impulso… Lo vedo sullo scaffale di una libreria e lo compro. 30 anni sono aimé arrivati anche se parevano così lontani…

Carlotta ha quasi 30 anni e si considera sfigata cronica. Un ammasso di capelli ricci, un metro e sessanta di sbadataggine.
Luca alto bello fisico atletico, lavora come barista, ma il suo sogno nel cassetto è scrivere un libro.
Romanzo con una trama troppo prevedibile, tutti sanno tutti capiscono tranne lei… È così facile quando si tratta degli altri e così difficile quando si tratta di noi.

In fondo per quanto sia tenuto bene e protetto, un mondo di vetro è destinato ad infrangersi.

È trascorso tanto tempo, e il tempo è buon amico.

Poiché nella lingua della felicità l’aggettivo Imperfetta vuol dire, semplicemente, UNICA.

Libro a tratti noioso e ripetitivo, storia troppo poco avvincente come troppo prevedibile, non mi ha preso il cuore.

Voto libro 5,5

E voi l’avete letto? Cosa ne pensate??

See you soon

La Briscola in cinque

Marco Malvaldi

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…a mio nonno…

Noir, giallo, ambientato nella verde Pineta, ridente località balneare nella smeraldo costa Livornese… Insomma una arcobaleno di pagine che ci raccontano le improbabili indagini di un omicidio da parte di un gruppetto di arzilli vecchietti e del proprietario del bar, BarLume, dove questi si trovano ogni giorno per la solita Briscola in Cinque.
Tra Boia dé ed esilaranti manifestazioni in dialetto toscano “la sua ex moglie, quella maiala”, questo libro scorre veloce…

Pilade aveva ragione: il.brainstorming di vecchiette era così temibile che nessuno sarebbe sfuggito, in quei giorni, alle elucubrazioni nate da sedicenti Miss Marple rintanate in casa a telefonare a tutti quelli che conoscevano.

Ergo, da un nome all’altro tu ti sentì un nell’elmo di vichingo in testa, con tanto di corna misura icsicselle e il tuo futuro angelo del focolare si trasforma in una femmina di serpente o di maiale o una combinazione di.

Questo libro mi ha accompagnata a Praga per due motivi:
1 tascabile piccolo leggero e flessibile da portare comodamente in valigia (ed ora al mare)
2 mi ricordava casa, la Toscana, il mare, il sole, gli amici e le partite a carte con mio nonno…

Voto libro 8

Da portare sotto l’ombrellone nella mia amara Versilia!!! Per una volta lasciamo a casa gli autori americani e facciamoci accompagnare da autori Italiani!!!

See you soon

La forza del destino

Un Romanzo di Marco Vichi

Ultimo Romanzo che narra le vicende del Commissario Bordelli.
Siamo nella Firenze del 1967, l’alluvione sembra solo un pallido ricordo e la città riprende il suo solito movimento… Ma il commissario tormentato dall’omicidio di un ragazzino decide di lasciare la città, di lasciare il suo lavoro ed andare a trovar pace nella campagna circostante.

La solitudine e il silenzio della campagna invitavano a rimuginare su ogni cosa e a coltivare la malinconia.

Una parola ricorrente in questo episodio è di sicuro la MALINCONIA

Se lei fosse il personaggio di un romanzo, in questo momento ci sarebbe scritto…la malinconia si dipinse sul suo volto.

Quando accade spesso quando si ha molto tempo per se stessi, quando ci si interroga…
L’altro punto cruciale del Romanzo è sicuramente il DESTINO…

Pensare di essere guidato dal destino era solo una stupida e pericolosa illusione? In effetti non aveva mai creduto al destino, adesso invece…

Il destino, il fato, semplici coincidenze aiuteranno il nostro commissario a sistemare i suoi turbamenti e ritrovare pian piano un po di serenità…

A governare la vita era l’illusione, era lei ad avanzare a tentoni verso il futuro: quello che avevi oggi credevi di averlo anche domani, anche se nessuna divinità te lo aveva promesso.
Godersi i sogni ed essere preparati alla delusione, era cosi che si doveva fare

Che dire io amo la scrittura semplice di Marco Vichi, ma al contempo efficace. Le vicende del commissario Bordelli unite ai personaggi un po surreali quanto veritieri tiene il lettore incollato al libro. L’ho letteralmente divorato in meno di una settimana, lo trovo un noir piacevole.

Voto 8,5

Con consigliatissimo

Amo te… starò con lei per sempre.

vogliamo la giornata Nazionale dell’Amante

Camilla Ghedini – Brunella Benea

Scuriosando su internet poco tempo fa mi è capitato di incappare in questo libro, descritto come il caso letterario del 2014… e non poteva essere diversamente.

Solo a due sinceramente emancipate Donne (con la D maiuscola) poteva venire in mente di istituire la Giornata Nazionale dell’Amante con tanto di normativa e descrizione a riguardo.

Leggendo questo libro ho capito che noi donne vogliamo sentirci emancipate, vogliamo credere che da sole siamo in grado di fare tutto, che a noi non serve niente ma soprattutto Nessuno per stare bene… ma poi al solito ci annulliamo per amore, o quello che ci sembra tale.

Divere sono state le riflessioni nate leggendo questo romanzo…

Io credo nell’intelligenza, nella forza della cultura e della formazione. Nel merito.

Questa è la frase più bella di tutto il libro. Al mondo d’oggi purtroppo il merito non è contemplato, ma io ci credo fortemente con tutta la mia dignità di Donna. (Grazie Gloria)

La storia è fatta di corsi e ricorsi, nulla rimane uguale.

Già nulla rimane immobile senza cambiamenti, purtroppo o per fortuna… l’importante è capirlo, si insomma noi dovremo imparare dai nostri errori e crescere e migliorare partendo da essi. Credo sia importante guardare avanti, a testa alta senza scordare ieri…

Le piaceva quella fiducia cieca e disincantata che Anita aveva verso le sue carte.

Ma fare l’amante cosa vuol dire? Ci si può innamorare di una persona che per natura è bugiarda? Di un uomo che è traditore per sua natura? Di una persona che non ci sarà perché tu sei solo un ritaglio di tempo nella sua vita?

Sai che non rispondo alle domande che cominciavano con il “secondo te”, perché finiscono in un groviglio di interpretazioni lontane anni luce dalla realtà.

Molte donne leggendo questo libro penseranno  “cavolo questo è successo anche a me, come ho potuto non vederlo prima?”, a questo punto inizieranno ad aprire gli occhi e analizzeranno la situazione sotto un altro punto di vista.

Voto libro 9

Lo CONSIGLIO a tutte le amanti, ma anche a tutte quelle mogli che sanno ma fingono di non sapere… la vita è una perché sprecarla con chi non ti ama e ti dice bugie?

see you soon

La pioggia fa sul serio

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Romanzo di frane e altri delitti.

Francesco Guccini
Loriano Machiavelli

Era un settembre che cosi piovoso non s era mai visto sostenevano i vecchi del paese. Non è detto che fosse proprio cosi. Certo loro se ne intendevano del tempo e delle avversità meteorologiche. Se ne intendevano anzitutto perché non avevano molti altri argomenti di conversazione con cui passare le giornate.

Questo è l incipit del nuovo libro del duo musico-letterario Guccini Macchiavelli.
Siamo ancora a Casedisopra ed un altro misterioso delitto la fa da padrona… La pioggia fa da sfondo a questo situazione già complicata. Ad occuparsi della faccenda ritroviamo l ispettore della forestale Poiana affiancato dal giovane maresciallo della locale caserma dei carabinieri Stefano Barnaba. Del precedente romanzo ritroviamo alcuni personaggi fondamentali come Adumas e Benito, mentre di nuovi se ne aggiungono come Bill Holmes…
Non mi sento di scrivere molto su questo Noir ambientato negli Appennini cari a Guccini, perché finire i per svelare particolari importanti nella ricerca del colpevole…
È un bel libro che ho letto di gusto, piacevole e poco impegnativo. Ottimo in questi periodi dove la pioggia non ci vuole lasciare soli. Sicuramente un buon regalo da fare a chi ancora vive sull’Appennino e ne vive i suoi boschi.

Voto libro 7

See you soon

Non so niente di te

Paola Mastrocola

EINAUDI.

Ciao ragazzi, già vi avevo parlato di questo libro o per lo meno dell’intenzione di leggerlo a breve… ebbene ce l’ho fatta!!!

Mi è stato consigliato (da uno strano INCONTRO), oramai qualche mese, fa ed ho aspettato un po’ prima di acquistarlo..

Come prima impressione diciamo che non è stata molto positiva. Non di facile lettura personaggi carini, ma che non mi son rimasti dentro a parte Giagiu.

Perché l’acquisto non era resistibile. Le succedeva spesso che un oggetto le paresse di colpo irrinunciabile: come se fosse la sua vita stessa a richiederlo in dono. Era un incontro: lei incontrava gli oggetti. O meglio gli oggetti incontravano le: le venivano incontro, come soleva dire.

Fantastica l’idea che non era lei che acquistava oggetti e monili per sua scelta, ma erano loro stessi ad andarle incontro per essere acquistati!! Potrei dirlo anche io!!! :p

Mi rimarrà nel cuore invece la campagna inglese, cerri e foglie, pescatori, pastori e pecore perché il romanzo inizia proprio cosi con 160 belanti e lanose pecore in un prestigioso College inglese, il Balliol College.

Certe cose si sentono dentro, hanno delle loro ragioni arcane, ma nettissime. Sarebbe come chiedere alle nuvole perché sono cosi certe di portare la pioggia, o al mare perché continua a fare le onde quando arriva sulla spiaggia. Certe cose sono, e basta.

Alcune frasi ti entrano in testa e ti fanno pensare, riflettere e talvolta capire frammenti di quella che è la parabola della vita. E’ strano poi come ogni cosa possa cambiare di significato non solo in base alle persone, ma anche in base ai momenti di vita diversi di una stessa persona.

Così va il mondo, a volte. Che quel che uno s’aspetta non succede, e quel che non ci si aspetta invece sì.

Un mio caro amico una volta mi disse: “Se faccio una promessa e non la mantengo poi ci rimaniamo tutti male. Se non prometto nulla e poi ci sono allora si siamo tutti felici.” E’ vero. Se uno promette l’altro aspetta qualcosa e se questo qualcosa non accade è una delusione. Se invece non promette ma succede ecco allora l’infinita gioia!

Ma cosa voleva dire? Di chi è mai la vita che viviamo? Capita a tutti di non riconoscerla come propria? In certi momenti d’accordo forse.

Non bisogna essere finti, bisogna essere quel che si è.

Anche questa frase la trovo illuminante: spesso ci si alza la mattina e si indossa una maschera.. bene devo essere la figlia perfetta, che si veste in modo curato, che parla educatamente, che studia, lavora.. devo essere la fidanzata perfetta quella che ogni cosa va tutto bene, quella che da più di quel che riceve.. sempre sottomessa, sempre con un velo di malinconia.. Io non sono così purtroppo non riesco a fingere o per lo meno non ci riesco più. Ho sprecato molto tempo così facendo, ma ora  arrivato il momento di togliere la maschera. Certo non sarà facile, non tutti capiranno ma io in fondo sarò molto più felice. Lo devo a me stessa.

Ogni scelta è cosi arbitraria. Ed è così affascinante scegliere, sporgersi sugli abissi profondi e pericolosi delle proprie scelte.

Ogni scelta ti porta in direzioni diverse da quelle che sarebbero potute essere, per me non ci sono scelte giuste o sbagliate, ci sono semplicemente scelte. Bisogna essere consapevoli sereni e CORAGGIOSI.

Voleva solo avere tempo…

Tempo, chi è costui? Ma dove cazzo corre il tempo??? Questo libro mi ha fatto pensare più volta a due libri per me bellissimi: Alice nel paese delle meraviglie e Il piccolo principe, voi  che ne pensate?

Vi lascio con le frasi secondo me più belle e significative del libro..

Perché è cosi, il bello degli INCONTRI: non si sa mai se sono un punto e basta, o se da quel punto partirà un disegno nel foglio bianco, e se quel disegno prenderà solo quel foglio o l’album intero.

Un SOGNO. E i sogni non bisogna lasciarli li troppo da soli, nascosti. A un certo uno bisogna andare a vedere come stanno, controllare se ci sono ancora.

Forse è proprio questo, papà. Dovreste essere curiosi, voi genitori, molto curiosi dei vostri figli. Morire dalla curiosità di vedere come diavolo andrà a finire. Invece siete sempre così scontenti, così incontentabili. Sembra che conosciate già tutto. Non vi lasciate sorprendere. Peccato. Vi private di una grande felicità.

Quel attimo presente è l’unica cosa che conta. E’ solo il suo presente, è vero, non c’entra nulla di quel che poi sarà la sua vita.

Cosa ne pensate ragazzi? Non sono frasi bellissime???

Diverso dalle mie solite letture e a tratti noioso, più volte ho pensato basta ora lo mollo. Ma ne è valsa la pena aspettare solo per leggere l’ultimo capitolo.

Lo consiglio a chi è in cerca di se stesso a chi si sente costretto ingabbiato in un ruolo che a lui sta stretto. Storie di figli e padri e madri di aspettative importanti storie di tempo e riflessioni, storie paradossali ma che ben ci fan sperare in un futuro felice.

Voto libro 8,5.

La condanna del sangue.

La primavera del commissario Ricciardi

Maurizio de Giovanni

 

La primavera arrivò a Napoli il 14 aprile 1931, poco dopo le due del mattino.

Arrivò in ritardo, con un colpo di vento nuovo dal Sud, dopo un acquazzone. Se ne accorsero per primi i cani, nei cortili delle masserie del Vomero e nei vicoli vicino al porto; alzarono il muso, annusarono l’aria, e, sospirando, si rimisero a dormire.

Siamo ancora a Napoli, stesso posto, stessi personaggi, ma un’altra stagione fa da sfondo ad un nuovo delitto per il commissario Ricciardi…

Al mattino presto passeggiava con piacere. Poca gente in giro, pochi rumori a parte i richiami lontani dei primi ambulanti. Senza incrociare sguardi, senza dover tenere la testa bassa per non mostrare la faccia.

Al su fianco il Brigadiere Maione. Questa volta i due si trovano a dover risolvere l’omicidio di una vecchia signora, Donna Carmela, cartomante ed usuraia…

Quella sera Ricciardi sentiva più del solito bisogno di normalità. E rivolto alla figura di fronte alla sua finestra..

Più ancora di baciarti e stringerti fra le braccia, vorrei essere nei tuoi sogni.

E custodirli per te.

Come sempre per risolvere le indagini il brigadiere Maione si serve delle informazioni di Bambinella..

Maione chiudeva un occhio, Bambinella gli parlava all’orecchio.

I due avevano fatto un patto, il Brigadiere lo aveva liberato dalla prigione e lo proteggeva chiudendo un’occhio sul lavoro di Bambinella, Bambinella dal canto suo gli passava informazioni.

Ricciardi leggeva l’elenco delle ultime persone che potevano aver visto viva la Cartomante. Si soffermò sulla grafia incerta dei nomi.

  • Passarelli, maschio, matre. Il Ragioniere Passarelli non credeva nel destino. Pensava che nel corso degli eventi ci fosse un’importante componente legata a come un uomo affronta le cose. Il resto lo faceva la giornata che cominciava bene o male.
  • Colombo, femmina, nuovo, amore. Non è altro che Enrica, e Ricciardi nel ripensare alla prima volta.. Un solo attimo: ma nella mente, nell’immaginazione e nei sogni aveva rivissuto quel momento infinite volte. Uno di quei momenti attorno ai quali si costruiscono vite intere. Occhi negli occhi, per la prima volta.
  • Ridolfi, gioielli moglie.
  • Iodice, pavare.

Tra di essi doveva esserci l’assassino…

La prima domenica di primavera è diversa. Inizia con le campane, come le altre domeniche, e come le altre è di prima mattina silenziosa; ma ha diverse promesse, e comincia presto a mantenerle.

Di certo come in tutti i Noir di De Giovanni i colpi di scena non mancano, come pure non manca l’amore. Perché è proprio l’amore la causa principale di ogni delitto…

Ogni personaggio ha un movente più che valido, ma solo uno è l’assassino…

La luce dell’alba trovò Ricciardi e Maione consapevoli che quel giorno sarebbe stato decisivo.

Ma non sarò di certo io a dire chi è, altrimenti che gusto ci sarebbe?

Conclusa un’indagine, nell’anima di Ricciardi rimaneva un senso di vuoto. Per giorni il pensiero del delitto, il richiamo doloroso del morto, le possibilità di soluzione invadevano pensieri e respiri.

Ma questo è anche il libro di Maione e Lucia e dell’amore vero.

Maione si sentiva leggero. Che, detto di un marcantonio di cento chili e passa, non era male. Ma aveva ottenuto mezza giornata di premio, come ogni volta che un’indagine si chiudeva positivamente, e aveva idea che sarebbe stata una gran bella mezza giornata.

 

Alla fine di questo libro, come oramai abitudine c’è l’incontro con uno dei personaggi protagonisti, e questa è la volta del Brigadiere Maione…

 

Questo libro mi è piaciuto molto, come del resto tutta la serie delle indagini del commissario Ricciardi. In ogni episodio si scava sempre più a fondo nelle vite dei personaggi, ed in questo conosciamo meglio il Brigadiere Maione e la dolce Enrica…

 

Voto libro 8,5

 E voi cosa ne pensate?

 

See you soon