La condanna del sangue.

La primavera del commissario Ricciardi

Maurizio de Giovanni

 

La primavera arrivò a Napoli il 14 aprile 1931, poco dopo le due del mattino.

Arrivò in ritardo, con un colpo di vento nuovo dal Sud, dopo un acquazzone. Se ne accorsero per primi i cani, nei cortili delle masserie del Vomero e nei vicoli vicino al porto; alzarono il muso, annusarono l’aria, e, sospirando, si rimisero a dormire.

Siamo ancora a Napoli, stesso posto, stessi personaggi, ma un’altra stagione fa da sfondo ad un nuovo delitto per il commissario Ricciardi…

Al mattino presto passeggiava con piacere. Poca gente in giro, pochi rumori a parte i richiami lontani dei primi ambulanti. Senza incrociare sguardi, senza dover tenere la testa bassa per non mostrare la faccia.

Al su fianco il Brigadiere Maione. Questa volta i due si trovano a dover risolvere l’omicidio di una vecchia signora, Donna Carmela, cartomante ed usuraia…

Quella sera Ricciardi sentiva più del solito bisogno di normalità. E rivolto alla figura di fronte alla sua finestra..

Più ancora di baciarti e stringerti fra le braccia, vorrei essere nei tuoi sogni.

E custodirli per te.

Come sempre per risolvere le indagini il brigadiere Maione si serve delle informazioni di Bambinella..

Maione chiudeva un occhio, Bambinella gli parlava all’orecchio.

I due avevano fatto un patto, il Brigadiere lo aveva liberato dalla prigione e lo proteggeva chiudendo un’occhio sul lavoro di Bambinella, Bambinella dal canto suo gli passava informazioni.

Ricciardi leggeva l’elenco delle ultime persone che potevano aver visto viva la Cartomante. Si soffermò sulla grafia incerta dei nomi.

  • Passarelli, maschio, matre. Il Ragioniere Passarelli non credeva nel destino. Pensava che nel corso degli eventi ci fosse un’importante componente legata a come un uomo affronta le cose. Il resto lo faceva la giornata che cominciava bene o male.
  • Colombo, femmina, nuovo, amore. Non è altro che Enrica, e Ricciardi nel ripensare alla prima volta.. Un solo attimo: ma nella mente, nell’immaginazione e nei sogni aveva rivissuto quel momento infinite volte. Uno di quei momenti attorno ai quali si costruiscono vite intere. Occhi negli occhi, per la prima volta.
  • Ridolfi, gioielli moglie.
  • Iodice, pavare.

Tra di essi doveva esserci l’assassino…

La prima domenica di primavera è diversa. Inizia con le campane, come le altre domeniche, e come le altre è di prima mattina silenziosa; ma ha diverse promesse, e comincia presto a mantenerle.

Di certo come in tutti i Noir di De Giovanni i colpi di scena non mancano, come pure non manca l’amore. Perché è proprio l’amore la causa principale di ogni delitto…

Ogni personaggio ha un movente più che valido, ma solo uno è l’assassino…

La luce dell’alba trovò Ricciardi e Maione consapevoli che quel giorno sarebbe stato decisivo.

Ma non sarò di certo io a dire chi è, altrimenti che gusto ci sarebbe?

Conclusa un’indagine, nell’anima di Ricciardi rimaneva un senso di vuoto. Per giorni il pensiero del delitto, il richiamo doloroso del morto, le possibilità di soluzione invadevano pensieri e respiri.

Ma questo è anche il libro di Maione e Lucia e dell’amore vero.

Maione si sentiva leggero. Che, detto di un marcantonio di cento chili e passa, non era male. Ma aveva ottenuto mezza giornata di premio, come ogni volta che un’indagine si chiudeva positivamente, e aveva idea che sarebbe stata una gran bella mezza giornata.

 

Alla fine di questo libro, come oramai abitudine c’è l’incontro con uno dei personaggi protagonisti, e questa è la volta del Brigadiere Maione…

 

Questo libro mi è piaciuto molto, come del resto tutta la serie delle indagini del commissario Ricciardi. In ogni episodio si scava sempre più a fondo nelle vite dei personaggi, ed in questo conosciamo meglio il Brigadiere Maione e la dolce Enrica…

 

Voto libro 8,5

 E voi cosa ne pensate?

 

See you soon

 

 

 

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